[Podcast] 2×04: Una grande storia italiana seconda parte – Adriano Olivetti, il cammino continua…

Torniamo a parlare di Olivetti, della famiglia, dei personaggi e dell’evoluzione tecnologica.

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In questa seconda puntata, Carlo Santagostino ed il sottoscritto, Stefano Paganini, si sono occupati di Adriano Olivetti, la seconda generazione della famiglia Olivetti.

All’interno della puntata, ovviamente, si trova la rubrica di Paolo Sammartino, Antropologia Informatica, in cui si parla di Moti parabolici, catapulte ed ENIAC.

Per chi volesse cimentarsi con un calcolatore di traiettorie di proiettili, ecco un link interessante segnalato da Paolo.

Adriano Olivetti fotoritratto.jpg
Adriano Olivetti fotoritratto” di sconosciuto – https://www.facebook.com/EdizioniDiComunita. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikipedia.

Tornando all’argomenti della puntata, abbiamo cercato di capire chi fosse Adriano Olivetti, quale la sia opera politica oltre ai semplici dati anagrafici, il passaggio dal padre, la guerra e l’industria e lo sviluppo di nuovi prodotti.

Nato all’inizio del ‘900 e morto (troppo presto) nel 1960, Adriano Olivetti è riuscito a dare ancor più slancio all’impresa del padre, con il quale ha condiviso una forte visione sociale dell’industria, dell’impatto culturale e sociale del lavoro e del miglioramento dei prodotti.

Il passaggio di testimone dal padre avviene in periodo di guerra, durante la quale si distinse per attività decisamente pericolose e contrarie al regime fascista.
Nell’immediato dopoguerra riprende le redini dell’azienda, migliora numerosi prodotti, le macchine da scrivere e le macchine da calcolo meccanico ed elettromeccanico: tra i tantissimi prodotti, ricordiamo Lexikon 80 (1948) e Lettera 22 (1950), la calcolatrice Divisumma 24 (1956), e i mobili Synthesis.

Riprende il filone intrapreso dal padre riguardo alla visione di una impresa in cui i dipendenti possano riconoscersi non solo come lavoratori, prende parte alla vita politica del territorio, scrive diversi trattati e si impegna per combattere la disoccupazione nelle zone del canavese.

Il design: il contributo di Ettore Sottsass.

Nel 1958 inizia la sua collaborazione con la Olivetti, nel settore del computer design a fianco di Marcello Nizzoli, di cui prenderà il posto dopo il ritiro. Questa attività che durerà circa 30 anni e porterà all’affermazione di un nuovo stile per i prodotti da ufficio della ditta di Ivrea. Tra gli oggetti progettati si possono ricordare le calcolatrici Elea 9003, Summa-19, Divisumma 26 e Logos 27 (1963), le macchine da scrivere Praxis 48 (1964) e Valentine (con Perry King) e il sistema per ufficio Synthesis (1973). Il progetto più importante è stato il computer mainframe Elea 9003 (1959), grazie al quale vinse il Compasso D’Oro nel 1959.

Il 27 febbraio 1960, nel pieno di una vita ancora vulcanica e intensa, muore improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna, lasciando un’azienda presente su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all’estero.
Nel 1962 nasce la Fondazione Adriano Olivetti per volontà di familiari, amici e collaboratori, con l’intento di raccogliere e sviluppare l’impegno civile, sociale e politico che ha distinto l’operato di Adriano Olivetti nel corso della sua vita.

Abbiamo parlato anche di Mario Tchou, un altro personaggio importante nella storia di Olivetti e dello sviluppo dell’informatica in Italia.

Mario Tchou morì insieme al suo autista in un incidente d’auto il 9 novembre 1961, a soli 37 anni, mentre si recava a Ivrea per discutere del progetto di una nuova architettura hardware a transistor, basata su un nuovo software: il nuovo progetto avrebbe dovuto utilizzare come linguaggio di programmazione preferenziale il Palgo, derivativo dell’ALGOL, e un assembler di nome PSICO.

« Perché le cose nuove si fanno solo con i giovani. Solo i giovani ci si buttano dentro con entusiasmo, e collaborano in armonia senza personalismi e senza gli ostacoli derivanti da una mentalità consuetudinaria. »

Gli ottimi risultati ottenuti con i prodotti per ufficio non distolgono l’attenzione di Adriano Olivetti dall’emergente tecnologia elettronica. Già nel 1952 la Olivetti apre a New Canaan, negli USA, un laboratorio di ricerche sui calcolatori elettronici; nel 1955 costituisce a Pisa un Laboratorio di Ricerche Elettroniche e nel 1957 fonda con Telettra la Società Generale Semiconduttori (SGS). Nel 1959 l’Olivetti può presentare l’Elea 9003, il primo calcolatore elettronico italiano, sviluppato con soluzioni tecnologiche d’avanguardia.
Mentre gli investimenti nell’elettronica cominciano a portare risultati concreti, Adriano Olivetti conclude un accordo per l’acquisizione della Underwood, storica azienda americana di macchine per scrivere con quasi 11.000 dipendenti.

Elea Olivetti
Fonte: Flickr

Il punto veramente interessante arriva proprio con i computer: in particolare con Elea, anche in questo caso con un passaggio generazionale: il figlio di Adriano ha potuto vedere negli USA i primi modelli e ne è rimasto colpito; come da tradizione lo scambio culturale tra le due sponde dell’Oceano porta buoni frutti.

L’Elea è stato un calcolatore mainframe sviluppato dall’Olivetti nella seconda metà degli anni cinquanta, la cui terza generazione, denominata 9003, era interamente realizzata con transistor ad altissime prestazioni. Fu concepito, progettato e sviluppato da un piccolo gruppo di giovani ricercatori guidati da Mario Tchou.

Fu commercializzato alcuni mesi dopo l’uscita del concorrente 2002 della Siemens, che utilizzava però ancora alcune valvole, e vari mesi prima del lancio del 7090, il primo computer IBM interamente a transistor.

L’acronimo ELEA stava per ELaboratore Elettronico Aritmetico (successivamente modificato in Automatico per ragioni di marketing) e fu scelto con riferimento alla polis di Elea, colonia della Magna Grecia, sede della scuola eleatica di filosofia.

Le morti ravvicinate dell’ingegner Olivetti (1960) e di Mario Tchou (1961) posero un freno al lavoro del laboratorio, che in seguito fu venduto alla General Electric. Questo segnò la fine dei calcolatori Elea.

Nell’ottobre 1957, venne progettato il modello 9003 (Macchina 1T) con la caratteristica di essere interamente a transistor, con tecnologia Diode-transistor logic. Fu il primo computer commerciale totalmente a transistor del mondo.
Dal punto di vista logico, la macchina era dotata di capacità di multitasking, potendo gestire tre programmi contemporaneamente.
Nell’Elea 9003, l’informazione minima, cioè il carattere, era di 6 bit più un bit di parità.
Il set grafico era pertanto di 64 configurazioni, che comprendevano segni, numeri e lettere maiuscole (attualmente si usano 8 bit, cioè il byte).

Torneremo presto a parlare di Olivetti, in una terza puntata del podcast.

Numerosi i link che segnaliamo a corredo, molte le ottime schede di Wikipedia, ben compilate: http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Olivetti, http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Tchou, http://it.wikipedia.org/wiki/Olivetti_Elea.
Segnaliamo inoltre: http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=118&biografia=Adriano+Olivetti, http://www.fondazioneadrianolivetti.it/lafondazione.php?id_lafondazione=1, http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=607.

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