La sonda Rosetta effettua il #CometLanding: un successo aerospaziale e di… archeologia informatica!

Ebbene si, era dal 1998 che nessuno metteva piede su una cometa: in quell’anno un grintosissimo Bruce Willis arrivava su corpo spaziale e salvava la Terra – nel film Armageddon

Oggi, dopo una missione durata dieci anni, e non nella finzione cinematografica, la sonda Rosetta (orgogliosamente europea e con un bel po’ di tecnologia italiana a bordo) è atterrata con successo sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Fonte: ESA

Il successo di questa missione segna, ovviamente, un grande momento nella storia dell’esplorazione spaziale.
E’ anche un momento non da poco per noi archeologi informatici: come spesso abbiamo fatto notare, la tecnologia informatica a bordo delle navicelle spaziali, delle sonde e dei satelliti, non è sempre all’ultimo grido – nè potrebbe esserlo.
Nello studio e nella progettazione di simili missioni spaziali vengono privilegiati aspetti di affidabilità totale (hardware e software) delle architetture anche e soprattutto rispetto all’impossibilità di effettuare manutenzione ‘fisica‘ in remoto ed alle condizioni estreme dello spazio profondo, nonchè della resistenza alle radiazioni cosmiche.

Così si scopre che la Stazione Spaziale Internazionale è controllata principalmente da un 386SX a 20 Mhz (ma con co-processore matematico 387…) e che la missione Curiosity utilizzava due PowerPC 750

What challenges did Rosetta face during its long trip through the Solar System?
Ensuring that the spacecraft could survive the hazards of travelling through deep space for more than 10 years, from the benign environment of near-Earth space to the frigid regions beyond the asteroid belt, was one of the principal challenges of the mission. Temperature control was particularly critical, and the spacecraft was put through stringent pre-launch tests in ESA’s environmental test facilities in the Netherlands to confirm its endurance. These tests involved heating the outside surfaces to more than 150°C and then cooling them to -180°C without damaging the instruments.

La programmazione più on-the-fly che ci sia!

Is Rosetta pre-programmed or are commands sent from the ground?
Rosetta is operated from the ground. It was impossible to programme manoeuvres for the whole mission before the launch because this would have entailed adjustments at each stage of the journey. Ground commands are sent periodically to readjust the spacecraft’s trajectory. These take up to 50 minutes to reach the spacecraft, when it is farthest from the Earth.

Non basta, per quasi tre anni, per risparmiare energia e combustibile, quasi tutto a bordo è stato spento, o meglio, messo in ibernazione.
Il computer, un clock interno ed un sistema di termoregolazione sono rimasti attivi ed è stata settata una ‘sveglia’ al 20 Gennaio di quest’anno quando, un segnale di ritorno dalla sonda (un momento critico nella missione), permise di riprenderne il controllo.

Why was it necessary to keep Rosetta in hibernation for 31 months?
To limit its consumption of power and fuel, and to minimise operating costs. During hibernation it was spinning once per minute and faced the Sun, so that its solar panels could receive as much sunlight as possible. Almost all of the electrical systems were switched off, with the exception of the radio receivers, command decoders and power supply.

Scopriamo quindi che il processore del computer di bordo è un 1750A, un 16 bit particolare, non-RISC e conforme agli standard militari MIL-STD.

E’ lo stesso responsabile delle operazioni di Rosetta per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Andrea Accomazzo a dichiarare :

A rendere la missione ancora più straordinaria è la tecnologia a bordo della sonda, nata almeno 20 anni fa, quando il veicolo è stato progettato.
“Il potere di calcolo del computer di bordo di Rosetta è quello di un pc della fine degli anni ’80 ed ha meno di un Megabyte di memoria. Vale a dire – ha osservato – che un qualsiasi smartphone è migliaia di volte più potente”.
Tuttavia il computer di bordo di Rosetta non ha perso una battuta nel viaggio di dieci anni attraverso il Sistema Solare.

Ben arrivata Rosetta: pochi KByte ma idee ben chiare…

Fonti: http://www.cpushack.com/space-craft-cpu.html
http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Engineering/Onboard_Computer_and_Data_Handling/Microprocessors [molto interessante per conoscere gli attuali microprocessori utilizzati dall’ESA]
http://www.armaghplanet.com/blog/rosetta-esas-comet-explorer.html
http://blogs.esa.int/rosetta/2014/10/09/boulder-close-up/
http://www.esa.int/Our_Activities/Operations/Rosetta_operations
http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Rosetta/Frequently_asked_questions

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