Colossus – The Forbin Project: un film del 1969 con supercomputer cattivi e umani forse troppo ingenui.

Ne abbiamo parlato nella prima puntata del Podcast di Archeologia Informatica ed è stato per tanto tempo uno dei miei ricordi cinematografici lontani e sbiaditi.

Colossus – The Forbin Project è un film del 1969 (uscito nel 1970) che rappresenta un punto di vista interessante nel tema informatica & cinema.

colossus forbin project

In breve, la trama vede come protagonista un supercomputer, Colossus, costruito dal professor Forbin per conto del governo USA con l’esplicito compito di gestire il deterrente nucleare.
In quest’ottica, Colossus scopre un suo omologo, denominato Guardian (“There is another system”), costruito dai sovietici (proprio dall’ex URSS), riesce ad aprire un canale di comunicazione con Guardian, a controllare le testate nucleari, ad imporre una pace globale a determinate condizione e… beh, guardatevelo! 😉

Il film è uno di quelli che raramente entrano nella programmazione televisiva, anche quella ultra-notturna e persino in quella svogliata di mezza estate: personalmente l’ho visto un paio di volte, credo su Rete 4, ad orari decisamente poco civili (e, complice il sonno, ne ho un ricordo molto sbiadito).

Complice il podcast ed un amico (grazie Federico!) sono stato in grado di rivederlo con la prospettiva attuale.

Guardando il film si riconoscono molti temi del periodo: il supercomputer racchiuso nella montagna, l’accesso da parte di personale altamente specializzato (anche se spesso non si capisce in quale settore).
Elementi interessanti sono il check del software (viene nominato proprio questo termine) tramite il RUN di un programma di diagnostica.

Tutto il film risente del linguaggio tipico usato dal cinema dell’epoca nel rappresentare i computer: anche quando Colossus comunica con un display, il rumore è sempre quello di una stampante.
I comandi impartiti (e le relative risposte) sono un mix di pseudo-linguaggi di programmazione (“Attention”, “Run”) e linguaggio del tutto naturale.

Molti i riferimenti nella cinematografia successiva: da WarGames di John Badham, che ne riprende la tematica bellica affiancandola a quella hacker-adolescenziale, fino a Matrix, dove il tema della macchina ‘senziente’ che domina l’umanità diventa il fulcrum di un’intero universo e della trilogia.

Interessante il parallelo con HAL di 2001: Odissea nello Spazio: il computer non è pensante allo stesso modo, tuttavia l’autopercezione di perfezione porta HAL e Colossus a diventare artefici del destino degli uomini.

Nella scena iniziale, a 2′ circa, è visibile quello che dovrebbe essere un hard disk, alto come un uomo.

Questo è il riferimento ‘reale’ di uno dei primi hard disk IBM: l’IBM 350, parte del computer IBM RAMAC, capacità 5 Megabyte, il costo-per-megabyte era di $640 (ed era disponibile solo a noleggio).
Attualizzando il costo in valuta del 2013 sono circa $32.000 al mese…

hard disk ibm

I computer utilizzati sono, come dichiarato nei titoli di testa, della ormai quasi scomparsa Control Data Corporation (dove lavorò un giovane Seymour Cray): scelta di placement curioso per un prodotto che finisce per avere una connotazione decisamente negativa.

A tre quarti del film si spegne, probabilmente, un po’ del pathos con l’intrusione di Colossus nella vita privata (personale, affettiva e sessuale) del Professor Forbin: la morale fine anni ’60 ci consegna alcuni esempi di quanto fosse delicato il tema, anche se trattato in modo insolitamente chiaro.

Note cinematografiche

La regia è di Joseph Sargent, oriundo italiano e non notissimo ma abile artigiano di serie tv mentre il ruolo del professor Forbin è del ‘diversamente espressivo’ ma efficace Eric Braeden, nato in Germania ed arrivato negli USA nel ’59, che nella versione originale ha un accento percepibilmente straniero.

Alcune note: la scena del colloquio tra i due ‘scienziati informatici’ USA e URSS, Forbin e Kuprin, avviene a Roma.
In particolare, suscita sorrisi l’arrivo a Piazza del Popolo adibita a caotico parcheggio di auto, mentre oggi è spesso palcoscenico di avvenimenti pubblici; proprio in questi giorni, l’attuale Sindaco sta tentando di rendere pedonali molte zone della Capitale.

Degli altri attori, riconoscerete diversi personaggi noti in molte serie televisive.
Una su tutte è Marion Ross, meglio nota come Marion Cunningham in Happy Days (serie tv che fu girata solo 5 anni dopo Colossus).

Il Film

Su Youtube è disponibile (grazie ad un utente, ma non possiamo garantire per quanto tempo ancora…) la versione originale completa:

In alternativa, potete acquistare il DVD su Amazon: Colossus – The Forbin Project [1970] [Edizione: Regno Unito]

Per i più temerari, esiste anche Colossus di D.F. Jones, il libro da cui è tratto il film, anche se di difficile reperibilità.

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4 pensieri riguardo “Colossus – The Forbin Project: un film del 1969 con supercomputer cattivi e umani forse troppo ingenui.

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