[Podcast] 1×00: Il Primo Computer

E’ stato un lungo e difficile percorso, ma alla fine ci siamo riusciti: ecco la puntata pilota del nuovo podcast Archeologia Informatica.

In questa puntata abbiamo parlato di moltissimi argomenti anche se, nella scaletta originaria avevamo incluso un numero ancora maggiore di punti…

Iniziamo presentando lo show ed i suoi conduttori ed ospiti.

L’immancabile Simone Pizzi, editore di ItalianPodcastNetwork, ha tenuto le fila (o almeno ci ha provato) e che produce (tra gli altri) questo podcast.
Gli ospiti, ci auguriamo sempre più presenti, Carlo Santangostino (www.simetranet.com) esperto, imprenditore nonchè tecno-zuzzurellone di lungo corso e Justen Rosati (www.justinte.ch) host di vari siti e podcast che, sebbene anagraficamente più giovane, ha fatto valere la sua competenza ed il suo acume.

Ringraziamo anche Alex Raccuglia per gli assets audio e per l’aiuto, invisibile ma presente.

Infine il sottoscritto, Stefano Paganini (www.stefanopaganini.com), giornalista/consulente informatico e “diversamente giovane” ad 8 bit, cui è spettato il difficile ma piacevolissimo compito di dare una traccia storica al podcast ed al progetto sotto la rigida supervisione di Simone Pizzi.

La puntata pilota.

eniac computer

Come tema principale di questa puntata abbiamo parlato di “primi computer”, non del “primo computer”.
Abbiamo cioè dibattuto (e anche discusso) di varie tipologie di computer e macchine da calcolo che hanno stabilito importanti precedenti storici.

Quando si parla di primi computer tutti pensano all’ENIAC, agli USA, a Grace Hopper, allo sforzo bellico USA.
Per una volta, proviamo a dare qualche cenno partendo dal vecchio continente.
Qui in Europa, proprio tra UK e Germania, proprio negli anni più bui del XX secolo si stavano preparando le basi della moderna informatica.
Alcuni di questi computer sono praticamente sconosciuti ai più, altri sono avvolti in un’aura di mito: quasi tutti sono ricoperti di strati di polvere che, noi Archeologi Informatici, vogliamo togliere per rivelare

Abbiamo parlato di:
colossusColossus, il primo computer digitale totalmente programmabile del 1944 [http://en.wikipedia.org/wiki/Colossus_computer]
Atanasoff–Berry Computer (ABC) concepito nel 1937, [http://en.wikipedia.org/wiki/ABC_Computer]
Manchester Small-Scale Experimental Machine (SSEM), il primo computer ad eseguire un programma memorizzato nel 1948 [http://en.wikipedia.org/wiki/Small-Scale_Experimental_Machine]
Electronic Delay Storage Automatic Calculator (abbreviazione diffusa nel linguaggio comune: “EDSAC“) del 1948, [http://it.wikipedia.org/wiki/EDSAC] [dell’EDSAC, segnaliamo anche il simulatore online: http://www.dcs.warwick.ac.uk/~edsac/ ]

Abbiamo parlato anche di Konrad Zuse e dello Z1 [http://it.wikipedia.org/wiki/Z1_(computer)].
Lo Z1 era un computer meccanico inventato da Konrad Zuse nel 1937. Era un calcolatore meccanico binario ad azionamento elettrico, limitatamente programmabile.

simh simulator

Accenniamo anche al LEO I (Lyons Electronic Office I), il primo vero computer, nato in UK, concepito per applicazioni business. https://en.wikipedia.org/wiki/LEO_(computer)

Il computer e le innovazioni introdotte nella progettazione, vendita ed assistenza sono ancora oggi oggetto di studio ed esiste ancora oggi una associazione di ex-dipendenti ed operatori di LEO: http://www.leo-computers.org.uk.

Rubriche del podcast

Abbiamo anche introdotto alcune rubriche che, miglioreremo o rimetteremo in discussione, in funzione del gradimento del pubblico.

Retronotizie.

La prima, Retronotizie, riguarda argomenti vari ma sempre legati all’informatica ‘archeologica’, al retrocomputing e a progetti di oggi legati a ‘ieri’.

Cominciamo con un sito web di un ‘pazzo/genio’ che ha creato un emulatore di un processore 6502 in HTML5…
E’ possibile interagire con tutti i registri del processore e… vederlo (letteralmente) in azione! [http://www.visual6502.org/JSSim/]

Poter utilizzare un processore ad 8 bit all’interno di un browser: il top dell’emulazione e, probabilmente, il top della programmazione JS+HTML5…

divide zx spectrum

Abbiamo parlato, seppur brevemente della DivIDE per ZX Spectrum: da Cambridge alla Puglia, dagli anni ’80 al 2013, ecco un progetto ed un’interfaccia che non mancherà di appassionare chi realmente vuole usare uno ZX Spectrum al giorno d’oggi con una scheda SD (o un hard disk IDE) pieno di immagini disco. (http://apuliaretrocomputing.wordpress.com/2013/05/31/e-pugliese-linterfaccia-compatta-per-zx-spectrum/)

Per dovere di cronaca, segnaliamo anche l’interfaccia analoga per C64: SD2IEC, http://www.c64-wiki.com/index.php/SD2IEC.

A fronte di questo alcune considerazioni: il mercato di accessori per retrocomputer sta vivendo una nuova giovinezza grazie a microcontroller (PIC, Atmel, Arduino) sempre più veloci e potenti e a schede CF/SD sempre più capaci… di qualche ordine di grandezza rispetto ai dispositivi originari… 48K Bytes per RAM dello Spectrum, 170 Kbytes di un floppy da 5 1/4″ tipicamente “contro” i 2 o 4 gigabytes di una SD Card di oggi…

The Machine.

Vista la puntata dedicata ai computer più ‘antichi’ e meno popolari, presentiamo alcuni emulatori software.

Ecco un emulatore online per la famigerata macchina Enigma (richiede una Java VM): http://russells.freeshell.org/enigma/ mentre il britannico EDSAC può essere emulato cliccando questo indirizzo: http://www.cl.cam.ac.uk/events/EDSAC99/simulators/echo/.
Sempre online, ci si può fare un’idea di un Digital PDP-8 (http://www.timgorton.com/pdp8/) e provare il brivido di programmarlo in LISP o (!) direttamente in Assembly.

Anche se non esattamente un emulatore di computer, possiamo vedere le nostre informazioni trasformate in schede perforate: http://www.kloth.net/services/ttypunch.php (altro che pendrive USB!).

Un momento ludico?
Ecco SpaceWar, direttamente dal 1962 e su PDP-1: http://spacewar.oversigma.com/
Nella pagine readme sono presenti le spiegazioni, i tasti ed alcune note tecniche.

Per i più temerari, ecco SIMH [http://simh.trailing-edge.com/]: è un progetto open-source (leggi:gratis) e gira su quasi tutte le piattaforme DOS/Linux/Windows/Mac etc…
Nasce per ricreare (numerose) architetture hw/sw ormai abbandonate e permette di utilizzare librerie software spesso dimenticate.
Nello stesso sito si trovano software ed informazioni per emulare un’interno universo.

Possiamo sicuramente consigliare un’app per gli utenti Android che permette l’emulazione dei sistemi VAX/PDP e qualche decina di altri sistemi: SIMH versione Android [https://play.google.com/store/apps/details?id=com.magicandroidapps.simh] al costo di $2,79 (sigh!).

Per gli utenti iOS (iPhone e iPad) ecco un’app dedicata ad un sistema ‘tra i primi’: MITS Altair, il computer in kit che ha dato una vera svolta al settore.
L’app, ovviamente si chiama iAltair, è gratuita ed emula in MITS Altair con CP/M ed il relativo Basic.

Altair 8800

Come ultimo, diamo notizia anche di uno dei tanti progettisti che, utilizzando hardware attuale (PIC, Atmel, Arduino), ha ricreato dispositivi perfettamente identici agli originali: in questo caso, SpareTimeGizmo, ha proposto una replica in kit del PDP8… (http://www.sparetimegizmos.com/)

La lista ‘quasi’ definitiva, degli emulatori e dei sistemi simulati online è disponibile qui: http://www.vintage.org/links.php

Link della puntata e riferimenti:

Ricordiamo a tutti di seguirci anche:
– sul sito http://www.archeologiainformatica.it,
– su Twitter: https://twitter.com/ArcheoInfo,
– su Facebook: Archeologia Informatica
– e di scriverci alla mail: archeologiainformatica@gmail.com

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