[Podcast] 1×02 Short 01 – UK 1982: l’anno della svolta? Il podcast di Archeologia Informatica viaggia nel tempo

 

Benvenuti in un venerdì sera di Novembre 1982.

Pub inglese, rumore di fondo, venerdì sera, tradizionalmente caotico e ad alto tasso alcolico.

Alcuni italiani si materializzano nel pub, vengono dal futuro ma nessuno, anche per via delle numerose pinte di birra, ci fa caso.
Si siedono ad un tavolo e, tra una birra ed uno spintone, leggono alcune riviste.
E’ uno degli anni più critici per l’informatica ed in particolare dell’home computing.

La chiacchierata degli archeologi informatici ha un tono ‘da bar’ ma è tecnologicamente solida.
Loro sanno esattamente come andrà a finire, come si svilupperanno i mercati degli home computer, quanto per Commodore quanto per Sinclair.

Sir Clive Sinclair ZX SpectrumPotrebbe sembrare la trama di un film ma è la base di partenza per una serie di puntate short del podcast di Archeologia Informatica nelle quali gli archeologi Stefano Paganini e Carlo Santagostino viaggiano a ritroso nel tempo e nello spazio fino a giungere in luoghi e periodi di un certo interesse per l’informatica.

Partiamo dal Regno Unito e dal novembre 1982: un anno particolare per l’uscita di BBC Micro, Commodore 64 e del Sinclair ZX Spectrum; su quest’ultima gloria UK ci concentriamo in questa puntata che, lo ricordiamo, è disponibile anche su iTunes.

L’annuncio dello Spectrum viene fatto il 23 aprile 1982 al Churchill Hotel a Londra.
Sir Clive Sinclair in persona presiede all’evento e la cronaca dell’epoca ci regala alcuni stralci della presentazione davvero interessanti, ovviamente conoscendo il seguito della vicenda ed il carattere particolare del personaggio.

Paragonando lo ZX Spectrum al BBC Model A, Sinclair dichiara:

“It’s obvious at a glance that the design of the Spectrum is more elegant. What may not be so obvious is that it also provides more power.”

Sinclair ZX Spectrum
Lo ZX Spectrum è basato su processore Zilog Z80A a 3,5 MHz, dispone di RAM da 16K a 48K, una grafica a colori (15 in tutto) da 256 x 192, testo a 24 righe x 32 colonne, uscita UHF per televisore, in/out per registratore a cassette, bus di sistema per espansioni.
La tastiera, gioia e dolore degli utenti dell’epoca, è comunque un notevole passo avanti rispetto al precedente ZX81 e sarà un riferimento per molti altri home computer.
Tutta l’architettura del sistema è improntata al risparmio delle risorse ed alla riduzione dei costi: prova ne è il calore che il dissipatore ‘regala’ generosamente e che contribuisce a fondere tastiera, membrana e Spectrum frequentemente.

In realtà, l’inizio dello Spectrum non è stato semplicissimo: fonti dell’epoca riportano che la catena di negozi WH-Smith ne ordinava sempre uno ogni tre a causa dei problemi hardware e della scarsa affidabilità…

I quasi 60.000 ZX Spectrum ‘Issue 1’ costruiti, con la caratteristica tastiera grigia, vengono presto soppiantati dalla Issue 2 e 3, che comportano progressivamente migliorie circuitali.

In tutto, si stima siano stati venduti circa 5 milioni di pezzi che hanno sicuramente contribuito all’economia UK nei difficili anni ’80, creando un vero e proprio indotto, e forgiando una intera generazione di programmatori (allora giovani) che hanno sofferto ed imparato Basic e linguaggio macchina su un home computer davvero unico.

Sinclair ZX Spectrum Ad

Molti dei migliori giochi della prima metà degli anni ’80 arrivano su ZX Spectrum e molti altri ne vennero portati da C64, il grande competitor dell’epoca.

Nella nostra esplorazione del 1982 abbiamo letto diverse riviste dell’epoca, recuperando le prime recensioni dello ZX Spectrum, spesso folcloristiche e corredate di informazioni non esattamente accurate come nel caso di Personal Computer Weekly che, nel numero visibile qui sotto, riporta dati sui Microdrive (presentati nel 1982 ma disponibili al pubblico quasi un anno dopo…) decisamente differenti dalla realtà.

Personal Computer Weekly Sinclair ZX Spectrum
Personal Computer Weekly Sinclair ZX Spectrum Personal Computer Weekly Sinclair ZX Spectrum Personal Computer Weekly Sinclair ZX Spectrum

Abbiamo anche scovato un aneddoto piuttosto gustoso sulla rivalità tra Sinclair e Acorn, in particolare tra Sir Clive e Chris Curry, rispettivamente a capo di Sinclair ed Acorn.
Pare che, vicino a Natale 1985, noncurante dei sentimenti di bontà che il Natale ispira a tutti… Sir Clive abbia incontrato in un pub di Cambridge, il Baron of Beef, frequentato abitualmente da molti personaggi dell’IT locale, Chris Curry e lo abbia affrontato fisicamente prendendolo a pugni…

Casus belli duplice: da un lato la pubblicità natalizia dei prodotti Acorn che sminuiva i prodotti Sinclair, dall’altro lato una vecchia ruggine con Curry, per 13 anni dipendente di Sinclair Research ma che, negli ultimi mesi (come dipendente) pare stesse già lavorando alla creazione di Acorn (a detta di Sinclair, un comportamento poco fedele che avrebbe avuto ripercussioni su determinati prodotti).

Nota a margine: a seguito di questa vicenda il fratello di Sir Clive, Ian Sinclair dichiarò:

Sir Clive’s brother Iain Sinclair comments, “It’s nice to know our captains of industry are just as capable of letting their hair down and making complete idiots of themselves as the rest of us.”

Ci auguriamo apprezziate il nostro viaggio nel tempo: alla prossima puntata!

[Fonti: Wikipedia, The Register, SincUser, Shardcore]

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6 pensieri riguardo “[Podcast] 1×02 Short 01 – UK 1982: l’anno della svolta? Il podcast di Archeologia Informatica viaggia nel tempo

  • Pingback: Archeologia Informatica 1x04Short02: Il Salto Quantico | Italian Podcast Network

  • 18/02/2014 in 09:02
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    Che podcast, ragazzi! Sono in macchina, lo ascolto e mentre guido felice mi ritrovo negli anni ’80 a stendere cavi sulla scrivania! 😀 Ma ve lo ricordate il Trickstick Sinclair, alla faccia del Wiimote? E quell’altra interfaccia da gioco di cui non ricordo il nome, una fascia per la fronte, che sembrava leggere i pensieri del giocatore per muovere il gioco e invece si basava sui movimenti delle sopracciglia?E il negozio di Enrico Tedeschi, ad Acilia, che era il pozzo dei desideri per i sinclairisti romani!
    Ecco, mi avete trasformato in un archeologiainformatica-dipendente! E tra una puntata e l’altra divoro gli articoli del sito.
    Ve possino aò! 🙂

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