Stephen King: quando il word processor diventa protagonista

Questa foto della prima metà degli anni ’80 ritrae un giovane (ma già affermato) Stephen King al lavoro in quello che, probabilmente, oggi consideremmo un simpatico casino…
Al diavolo l’ergonomia, la postura corretta: del resto, dal buon Stephen non potremmo aspettarci altro…

Abbiamo già scritto in passato di scrittori che sono diventati, di volta in volta, utenti e testimonial di sistemi di word processing in tempi decisamente non sospetti: Robert Ludlum, Asimov ed il nostro Umberto Eco fino ad arrivare agli autori televisivi come Roddenberry.
Proprio Eco fu uno dei primi a scrivere (con un word processor!) libri di successo e a parlare di quanto fosse differente (nè meglio, nè peggio) utilizzare un WP invece del consueto processo creativo su carta.
La possibilità di cancellare, modificare il testo ed averne sempre e solo una versione definitiva, in contrasto al manoscritto che mostra spesso tante revisioni e ripensamenti dell’autore, è, per Eco, solo un’altra versione del processo creativo.
A onore del vero, molti autori hanno scoperto le loro carte, esibendo differenti versioni dei file dei propri romanzi che, a loro volta, recavano un plot differente (quindi le vecchie revisioni).

Wang 2200VP 1976
La foto, suggeritami dall’amico Massimiliano Sasso, mi ha incuriosito per ovvii motivi: che computer usava Stephen King?
Qualche ricerca mirata ha dato i suoi frutti: si tratta, con tutta probabilità di un sistema di Word Processing della Wang Labs, il Wang System 2200VP, una delle ultime versioni di un sistema proprietario dedicato al WP.
Il sistema VP aveva, nella configurazione base, ben 32K di RAM; processore Wang 2200T, un doppio floppy da 8″ (ma anche la buona vecchia cassetta), uno schermo/terminale da 20 righe per 64 colonne (!) e l’onnipresente BASIC.
Il sistema operativo proprietario Wang ed il word processor, una vera rarità esoterica, sono state oggetto di grande riflessione per il buon King.
Dalle mie ricerche, a fine anni ’70, il sistema completo costò allo scrittore circa $11.000 dell’epoca…
Ho scoperto anche che un serissimo professore dell’Università del Maryland, tale Matthew G. Kirschenbaum, è uno dei principali collezionisti di computer e sistemi di elaborazione testo utilizzati da scrittori (ed era in trattativa per acquistare proprio il Wang di Stephen King): maggiori dettagli su questa pagina.

wang digibarn
[Fonte: Digibarn.com]

Maggiori dettagli sui sistemi Wang sono reperibili su questa pagina e molte foto su questa pagina.
Per chi fosse interessato, questo link riporta i manuali operativi del Wang 2000 e del Wang 2200.

Stephen King scrisse un interessante racconto breve il cui titolo, in inglese, rende l’idea: “Word Processor of the Gods“.
Tale racconto, pare sia stato incluso in un episodio televisivo della serie “Un salto nel buio” (Tales from the darkside) ideata da George Romero.
Una storia che dimostra il fascino esercitato da tutte le possibili storie che l’editing a video permette di scrivere, esplorare e… cancellare…

Chissà se, in mezzo a tutte le paure ed angosce espresse da King nei suoi romanzi, ha mai fatto capolino la paura di non aver fatto il backup!

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