Ottobre 1979: viene presentato lo Sharp MZ80K, all-in-one rudimentale ma di successo

sharp mz80k Birmingham, Ottobre 1979: Sharp presenta per il mercato UK (ma anche per il resto d’Europa) lo Sharp MZ80K, un computer che ancora oggi stupisce sia per la progettazione, quantomeno rudimentale, sia per il discreto successo che ebbe e che portò alla crescita di un’intera famiglia di prodotti MZ.

In realtà, era stato presentato in kit (!) già nel 1978 in Giappone ed in Germania ad Agosto 1979 (il prezzo di allora era di 1.800 Marchi – dell’epoca…).

Lo chassis è abbastanza comune alle macchine dell’epoca: in metallo, racchiude monitor monocromatico da 10″, tastiera e l’immancabile registratore a cassette per il caricamento dei programmi.
L’architettura del sistema è basata su un simil-Z80, LH-0080, a 2 MHz, una dotazione di RAM che partiva da 20Kbyte per arrivare ad un massimo di 48Kbyte.

Non disponeva, a differenza di molti altri sistemi, di un Basic in ROM che lo rendesse pronto all’avvio; è invece presente un minimo ROM monitor che permetteva il caricamento da cassetta (e successivamente da floppy) di qualsiasi linguaggio (Basic, Forth, Pascal) o sistema operativo.
Dal punto di vista della grafica… beh, non c’era alcuna grafica (a meno di non rivolgersi a costose e rarissime espansioni): è disponibile la sola modalità testo da 25×40 caratteri, ed un set di caratteri semigrafico riportato sulla tastiera.
Già, la tastiera: si pensa ai prodotti di Sharp, alla cura di certi stereo e videoregistratori dell’epoca, sembra strano che possa aver prodotto una tastiera tanto orrenda, poco ergonomica e di difficile utilizzo.

sharp mz80k

La progettazione del sistema, che è comunque uno dei retrocomputer più interessanti dell’epoca, è quantomeno rudimentale: sembra che siano stati presi componenti separati da varie divisioni del colosso giapponese ed assemblate in modo non molto ortodosso.
Tanto per fare un esempio: il monitor mono da 10″, tipico degli impianti di videosorveglianza, è evidentemente un oggetto non progettato ad hoc per il computer; la regolazione della luminosità, del volume etc avviene solo sollevando la pesante parte superiore del computer, una sorta di coperchio (a macchina accesa…!).
I potenziometri di regolazione non sono infatti altrimenti raggiungibili.

sharp mz80k Con l’introduzione del floppy disk drive (modelli singolo e doppio) le cose diventavano interessanti e si aprivano persino ai software sotto CP/M (l’allora leader di mercato) anche se con qualche limitazione dovuta alle 40 colonne (ne servivano 80 per i software gestionali ‘seri’).
Il collegamento del floppy richiedeva l’uso un box esterno, l’Expansion Interface Unit MZ80 I/O, che si collegava all’unità centrale e che conteneva il floppy controller ed altre schede (seriale, parallela per stampanti…).

Con quasi 100.000 unità vendute e con quelle caratteristiche può essere considerato un successo e, ancora oggi, numerosi gruppi UK sono in attività nel promuoverne l’uso e cercare di diffonderne software e note hardware per le inevitabili riparazioni.

E’ un computer che ha spianato la strada a modelli ben più complessi ma che, proprio nella sua semplicità ha il suo fascino e, ancor oggi, è interessante vedere quanto software sia stato sviluppato da persone molto appassionate e per nulla intimorite da una tastiera decisamente poco user-friendly.

Una delle migliori fonti di informazioni è SharpMZ.org, sito UK che rende veramente l’idea della complessità dell’universo MZ.
Per chiunque volesse cimentarsi, sono disponibili diversi emulatori, cliccando questa pagina mentre tutta la documentazione ed i manuali sono disponibili cliccando questo link.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *